Se scegli lo spedizioniere solo in base al prezzo del nolo, stai mettendo il tuo patrimonio nelle mani di chi ha come unico obiettivo riempire un container.
♦️ La realtà operativa
Un “postino” carica la merce e sparisce; un “partner” analizza la tua distinta base, ti avvisa delle sanzioni internazionali e ti blocca prima che tu commetta un reato penale spedendo in mercati a rischio.
♦️ Smetti di fare “shopping di noli”. Individua un partner logistico-doganale di fiducia per le tue spedizioni principali. Chiedigli un audit annuale sulla classificazione delle tue merci e collabora con lui per ottenere la certificazione AEO (Operatore Economico Autorizzato).
♦️ Lo spedizioniere giusto è un’assicurazione sulla vita aziendale, non un costo da tagliare.
Osservatorio Operativo Export:
Settimana dell’18 maggio 2026
La settimana in corso è dominata dalle tensioni sui costi accessori portuali (THC) e dalla necessità di una gestione rigorosa dei termini di pagamento in un contesto di tassi ancora elevati. Di seguito, i punti tecnici per ottimizzare la gestione logistica e finanziaria.
1. Dogana: Integrazione Sistemi EORI e Validazione Dati
Si riscontrano frequenti blocchi procedurali nei sistemi di sdoganamento automatizzato (AIDA) dovuti a disallineamenti tra l’anagrafica EORI dell’importatore e la partita IVA europea.
Criticità operativa: Una discrepanza minima (es. variazione nella denominazione sociale o indirizzo di sede) tra il database doganale e i documenti di trasporto innesca un blocco automatico. La rettifica richiede procedure di aggiornamento presso l’Agenzia delle Entrate che possono richiedere giorni, durante i quali la merce matura costi di sosta elevati.
Azioni consigliate: Effettuare un check trimestrale di coerenza tra il database VIES, il sistema EORI e la visura camerale. In presenza di variazioni societarie, notificare tempestivamente l’Agenzia delle Dogane per evitare l’invalidazione della firma digitale associata al codice EORI.
Fonti: Portale Commissione Europea - EORI validation; Regolamento (UE) 952/2013.
2. Logistica e Trasporti: Revisione delle Terminal Handling Charges (THC)
I terminalisti portuali stanno applicando aumenti tariffari sui costi di movimentazione a terra (THC), spesso traslati dai carrier sui caricatori finali senza preavviso.
Analisi del rischio: Molti contratti di spedizione “All-in” non specificano se le THC sono soggette a revisione in caso di aumento dei costi energetici o del lavoro. Il rischio è di vedersi addebitare costi extra al momento del ritiro della merce.
Azioni consigliate: In sede di negoziazione dei noli, esigere una chiara distinzione tra nolo marittimo e costi portuali. Ove possibile, optare per il pagamento diretto delle THC al terminalista, mantenendo il controllo sulla spesa ed evitando il “mark-up” applicato dallo spedizioniere.
Fonti: Analisi Alphaliner; Report Autorità Portuale di Genova/Trieste.
3. Strumenti di Pagamento: Direttiva Late Payments e rischio insolvenza
La discussione sulla riforma della Direttiva Europea sui Ritardi di Pagamento sta portando molte aziende a rivedere le proprie condizioni di vendita internazionali.
Scenario di rischio: Operare con termini di pagamento a 90-120 giorni senza garanzie accessorie (es. assicurazione del credito) in mercati con alta volatilità finanziaria espone l’esportatore al rischio di “Cash Trap”.
Azioni consigliate: Implementare una politica di “Dynamic Discounting”: offrire uno sconto del 2-3% per pagamenti anticipati a 30 giorni. Questo accorcia il ciclo di cassa e riduce l’esposizione verso debitori dubbi, migliorando la liquidità operativa senza ricorrere a finanziamenti bancari.
Fonti: Direttiva (UE) 2011/7; Guida ICC ai termini di pagamento.
4. Compliance: Focus su “Dual-Use” e componenti elettronici
L’intensificarsi dei controlli sulle esportazioni di tecnologia verso mercati terzi sta colpendo pesantemente il settore della meccanica strumentale.
La trappola: Molti componenti elettronici comuni (es. semiconduttori, sensori di pressione) sono stati inseriti nelle liste di controllo dual-use per prevenire utilizzi in contesti bellici. La mancanza di licenza export (anche per esportazioni modeste) può comportare il blocco della merce e la segnalazione alle autorità giudiziarie.
Cosa fare: Istituire una “Lista di controllo Dual-Use” (ICP - Internal Compliance Program) che incroci il codice doganale con le tabelle di controllo UE. Per ogni spedizione verso paesi extra-UE, il dipartimento tecnico deve firmare una dichiarazione di “non-dual-use” basata sull’uso finale.
Fonti: Regolamento (UE) 2021/821; Lista sanzioni UE.
5. Assicurazione: Copertura “Costi di Sbarco” in casi di Emergenza
In caso di avaria alla nave o di porto di rifugio obbligato, i costi di sbarco e custodia della merce sono spesso a carico del proprietario del carico.
Nota operativa: Le polizze standard coprono il valore della merce ma non sempre le spese vive sostenute per “salvare” la merce durante le emergenze marittime, che possono ammontare a migliaia di euro.
Azioni consigliate: Verificare la clausola di “Sue and Labour” (spese di salvataggio). Assicurarsi che la polizza copra esplicitamente le spese di custodia e movimentazione sostenute dal beneficiario della polizza per evitare la perdita o il deterioramento del bene in situazioni di emergenza portuale.
Fonti: Institute Cargo Clauses (A) - Sue and Labour Clause.










